Raggiunti -222 metri al Gorgazzo, immersione speleosub da record

Lo speleosub polacco Krzysztof Starnawski in immersione al GorgazzoL’impresa dello speleosub è da record: «Ho toccato i -222 metri nel Gorgazzo, un’emozione indescrivibile»

È soddisfatto l’esploratore speleosubacqueo polacco Krzysztof Starnawski, 51 anni, dopo la storica immersione che l’ha condotto negli “abissi” inesplorati della sorgente polcenighese. L’acqua limpida permetteva di vedere durante l’immersione sino a trenta metri

«Ho fatto il record di immersione nel Gorgazzo. A 222 metri di profondità la cosa che mi ha più emozionato è un allargamento del cunicolo, una cavità da esplorare meglio: conto di tornare presto per farlo e per immergermi ancor più in profondità». È soddisfatto l’esploratore speleosubacqueo polacco Krzysztof Starnawski, 51 anni, dopo la storica immersione che l’ha condotto negli “abissi” inesplorati della sorgente polcenighese. L’acqua limpida permetteva di vedere durante l’immersione sino a trenta metri e oltre, ha osservato lo speleosub. E ha aggiunto: «La discesa mi è stata facilitata dall’ottimo lavoro svolto da Luigi Casati, il quale ha segnato il percorso durante le sue precedenti immersioni». Leggi tutto…

Convegno L’Isonzo sotterraneo e il Lago di Doberdò

Set
7
10:00

L’ISONZO SOTTERRANEO E IL LAGO DI DOBERDÒ
tra speleologia, conservazione e sfruttamento idropotabile

a cura del Comune di Monfalcone, del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste e della Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia.

Gli interventi antropici, più dei cambiamenti climatici occorsi nell’ultimo secolo stanno modificando il contesto idrogeologico delle acque carsiche che dall’Isonzo scorrono per percorsi perlopiù sconosciuti verso le sorgenti del Timavo.

Conoscere i percorsi della rete idrica sotterranea permette di tutelare e valorizzare l’acqua che beviamo. Il Lago di Doberdò ne è un chiaro indicatore: la carenza di acqua congiuntamente ad un abbandono della manutenzione della vegetazione stanno portando il lago ad un progressivo interramento. Da un paio d’anni un gruppo di lavoro multidisciplinare transfrontaliero, che unisce ricercatori universitari, speleologi ed appassionati, cerca di comprendere i processi in atto per individuare eventuali possibili strategie di intervento. Durante la conferenza verrà presentato lo stato dell’arte degli studi fin qui eseguiti, compresi i primi risultati del tracciamento realizzato lo scorso luglio. Leggi tutto…

Immagini da una giunzione

Alcuni dei partecipanti alla giunzione tra il Foran dal Muss e il Col delle Erbe (Foto R. Carbajales)

Alcuni dei partecipanti alla giunzione tra il Foran dal Muss e il Col delle Erbe (Foto R. Carbajales)

Terminato il campo speleo 2019, del “Progetto Grande Poiz”, sul versante nord del massiccio del Monte Canin (Udine – FVG). Dopo la grande emozione del collegamento tra il Complesso del Foran del Muss e il Col delle Erbe, ecco una breve sintesi degli 8 giorni nel video (vedi sotto) prodotto da Rodrigo Carbajales che parla di collaborazione e di gioia ;))

 

 

 

 
 

È giunzione …

Festeggiando la giunzione

Alcuni partecipanti al campo 2019 del “Progetto Grande Poiz”, in un selfie di Rodri, festeggiano in Casera Goriuda la giunzione

Si è felicemente concluso il campo speleo del “Progetto Grande Poiz” sul versante nord del massiccio del Monte Canin (Udine – FVG). Grandi soddisfazioni hanno accompagnato gli speleologi durante le giornate, dal 10 al 18 agosto, in Casera Goriuda che, come negli anni passati è stata la base per tutte le esplorazioni. Un ringraziamento va sicuramente al Parco delle Prealpi Giulie che mette a disposizione la struttura. Ma veniamo ai fatti. Al campo hanno partecipato 24 speleologi, di diversi gruppi regionali, che si sono avvicendati nelle ricerche, nelle esplorazioni e nella logistica. Altri amici speleo sono passati in giornata ad aiutare e a fare visita. Durante i 9 giorni di campo è stata esplorata e rilevata una cavità, si è provveduto al disarmo di alcune parti di grotte, sono stati esplorati e rilevati alcuni rami in cavità della zona e sono stati intrapresi lavori di scavo in una grotta fortemente soffiante. Ma il risultato più eclatante si è avuto martedì 13 agosto quando, alcuni speleo che si sono alternati nello scavo entrando la domenica nella Grotta Clemente passando dalla Grotta della Luganiga, hanno sfondato l’ultimo diaframma che divideva il Foran del Muss dal Col delle Erbe: la congiunzione tra i due grandi sistemi del Canin è stata fatta! Era il luglio del 1963 quando 3 forti speleologi capivano il potenziale dell’area carsica del Canin dando così inizio alle campagne di ricerca condotte da moltissimi speleologi provenienti da tutta Italia, dalla Polonia e dall’Ungheria. Il 13 agosto 2019 il sogno della giunzione si è avverato e il merito è di tanti, tantissimi esploratori che in quasi 60 anni hanno dato il loro contributo e la loro passione per raggiungere questo grande obiettivo. E comunque c’è ancora da lavorare …

Scoperta sul Canin la grotta più grande d’Italia, con la congiunzione tra il Complesso Col delle Erbe e il Foran del Muss si superano gli 80 km

Il Canin visto dai piani di MontasioAlpi Giulie. Quattro speleologi del Friuli Venezia Giulia il 13 agosto hanno realizzato la congiunzione tra due grandi grotte sul massiccio del Canin, che insieme diventano la grotta più estesa d’Italia. Come in un gioco di incastri, in un solo colpo si congiungono più di trenta chilometri del Complesso del Foran del Muss e più di quaranta chilometri del Complesso del Col delle Erbe, giganti sotterranei fatti di gallerie e pozzi che giacciono sotto le fredde rocce del Monte Canin.

Questa scoperta è solo l’ultimo tassello delle esplorazioni portate avanti in tanti anni, da numerosi speleologi italiani e stranieri, e conferma il Massiccio del Canin come uno dei più grandi massicci carsici d’Europa.

Non è facile calcolare la lunghezza totale dell’intero sistema, stimato in più di 80 chilometri, costituito da molti ingressi e dalle giunzioni successive di numerose grotte. Anche i dati catastali delle cavità interessate sono contrastanti e incompleti, per cui per sapere la misura esatta di questa enorme grotta saranno necessari mesi di lavoro. Leggi tutto…

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