«L’acqua che berremo» Studenti e speleologi studiano i dati sulle falde

12 Maggio 2021

Come è cambiata l’acqua che beviamo rispetto a 50 anni fa? È quanto si propone di scoprire il progetto “L’acqua che berremo”. In questi giorni i soci dell’Unione speleologica pordenonese Cai Pordenone, hanno raccolto i campioni delle acque superficiali e ipogee del Friuli occidentale. Al progetto partecipano gli studenti della classe 4C specializzazione Chimica dell’Istituto tecnico Kennedy di Pordenone, coordinati dalle insegnanti di analisi chimiche strumentali.

L’idea nasce nel contesto dell’impegno costante di protezione dell’ambiente carsico. Il 2021, fra l’altro è stato dichiarato dall’Unesco l’Anno internazionale del carsismo e delle grotte. Il progetto, che si svilupperà fra il 2021 e il 2022, si inserisce nell’alternanza scuola-lavoro. In origine l’idea era di coinvolgere gli studenti, formati dagli istruttori del Cai di Pordenone, nel campionamento e nell’analisi delle acque, ma la pandemia ha costretto a rielaborare il programma. Saranno proposte lezioni teoriche online sugli argomenti della Speleologia e sul prelievo dei campioni. Gli studenti analizzeranno l’aspetto inorganico, l’anno prossimo passeranno agli esami microbiologici. Leggi tutto…

Vode. Acqua. Aghis. – tre incontri sui laghi di Doberdò e Pietrarossa

Apr
18
17:30
Apr
25
17:30
Mag
2
09:00

FAI Delegazione di Gorizia
vi invita a

Vode. Acqua. Aghis.

La Riserva naturale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa: una nuova prospettiva ambientale

Con la collaborazione di:
CAI Sezione di Monfalcone
Gruppo di Lavoro Multidisciplinare Transfrontaliero “Acque Carsiche Isontine”

Nel 2021 la Delegazione FAI di Gorizia inaugura, a partire da un ciclo di incontri dedicato alla Riserva Naturale dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa, una serie di eventi dedicati al tema delle acque dell’isontino al fine di raccontarne le loro bellezze e al contempo le loro criticità. L’attenzione per i temi ambientali, dagli effetti del cambiamento climatico alla trasformazione dei suoli e la perdita della biodiversità, è da sempre una tematica importante per il Fondo Ambiente Italiano. L’urgenza della riflessione su questi temi e la loro rilevanza nell’agenda dell’associazione è testimoniata dal titolo dedicato al recente Convegno Nazionale dei Delegati e dei Volontari FAI: “Fondo Per L’Ambiente Italiano: Per quale Ambiente?”.

Il progetto “Vode. Acque. Aghis.” nasce dalla sensibilità dei volontari della Delegazione di Gorizia su una risorsa fondamentale per la vita, cioè l’acqua, e per la predominanza di questa sul nostro territorio il quale – non a caso – viene identificato proprio con l’aggettivazione del fiume Isonzo. Tuttavia, nello spirito FAI della ricerca del particolare, dello sconosciuto o semplicemente del meno noto, abbiamo deciso di raccontare gli altri diffusi e numerosi protagonisti della scena urbana e naturale del territorio, quali: corsi minori, laghi, risorgive, stagni, canali di bonifica. Porteremo così il pubblico a (ri)scoprire questi luoghi e i loro contesti, mostrandone la bellezza e raccontando la loro storia ma anche ponendo l’accento su come si attui l’azione dell’uomo e quale sia il livello di criticità ambientale presente.
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2021: Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Per sensibilizzare le istituzioni e il pubblico sulla necessità di studiare e proteggere i paesaggi carsici, l’Union Internationale de Spéléologie (UIS), con il supporto dell’UNESCO, celebrerà il 2021 come Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo, in collaborazione con la Società Speleologica Italiana (SSI) e altri 100 partner e organizzazioni internazionali.

La Società Speleologica Italiana inaugura l’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo venerdì 29 gennaio alle ore 20.00 in diretta facebook su https://www.facebook.com/SPELEO.IT/ alla presenza di George Veni, presidente dell’UIS.

Il 2021 è l’occasione per ripartire pieni di entusiasmo, dedicandolo proprio all’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo, iniziativa che ci fa comprendere quanto sia grande la nostra rete che abbraccia il mondo intero e non solo il mondo della speleologia.

Per maggiori informazioni sugli eventi internazionali, visita il sito iyck2021.org

Convegno L’Isonzo sotterraneo e il Lago di Doberdò

Set ’19
7
10:00

L’ISONZO SOTTERRANEO E IL LAGO DI DOBERDÒ
tra speleologia, conservazione e sfruttamento idropotabile

a cura del Comune di Monfalcone, del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste e della Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia.

Gli interventi antropici, più dei cambiamenti climatici occorsi nell’ultimo secolo stanno modificando il contesto idrogeologico delle acque carsiche che dall’Isonzo scorrono per percorsi perlopiù sconosciuti verso le sorgenti del Timavo.

Conoscere i percorsi della rete idrica sotterranea permette di tutelare e valorizzare l’acqua che beviamo. Il Lago di Doberdò ne è un chiaro indicatore: la carenza di acqua congiuntamente ad un abbandono della manutenzione della vegetazione stanno portando il lago ad un progressivo interramento. Da un paio d’anni un gruppo di lavoro multidisciplinare transfrontaliero, che unisce ricercatori universitari, speleologi ed appassionati, cerca di comprendere i processi in atto per individuare eventuali possibili strategie di intervento. Durante la conferenza verrà presentato lo stato dell’arte degli studi fin qui eseguiti, compresi i primi risultati del tracciamento realizzato lo scorso luglio. Leggi tutto…

Gli speleologi del CAI Pordenone in azione a rimedio dei danni provocati dalla tempesta Vaia ad Andreis

Fine settimana decisamente impegnativo per numerosi componenti l’Unione Speleologica Pordenonese CAI e della Scuola di Speleologia CAI Pordenone che si sono ritrovati ad Andreis per contribuire a rimediare ai notevoli danni provocati dalla tempesta Vaia all’ambiente della valle valtellinese.

L’operazione, come ha ricordato Roberto Faggian, Presidente dell’USP CAI è stata condotta in sinergia con l’Amministrazione Comunale e ha permesso il ripristino del sentiero e dell’area della “SpeleoPalestra”, ha voluto essere una nuova testimonianza di quell’attenzione e disponibilità che la speleologia riserva non solo all’ambiente naturale ma anche nei confronti delle comunità dove, come quella andreana, da decenni, si promuovono collaborazioni indirizzate alla divulgazione della cultura alla protezione e alla valorizzazione della montagna e dei fenomeni carsici.

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