Novità esplorative grotta Tirfor

grotta_tirfor_csifIeri sera 6 agosto dopo le sei del pomeriggio abbiamo deciso di fare una punta esplorativa visto che il nostro geologo Andrea scalpitava per vedere le novità, per cui all’ingresso della grotta ci siamo trovati in sei: Rosa (fortunosamente recuperata) Loris, Andrea, Cristian,Luca e il sottoscritto, Andrea ci ha illustrato le peculiarità geologiche della cavità mentre Luca raccoglieva i quintali di ossa lungo il percorso, presso la Sala del crollo abbiamo deciso di percorrere il meandro ventoso, dove ci siam fermati la volta precedente ma a cinquanta metri di percorso abbiamo deciso di scendere per un pozzetto lungo il meandro per vedere dove portava, prima sorpresa: si tratta di un ramo attivo intercettato dal fossile, che abbiamo percorso per un tratto a valle ma dove si insabbiava (provare a scavare), poi abbiamo risalito il meandro a monte, che con una lunghissima galleria porta ad ambienti di piccole e medie dimensioni, c’è un bivio con un fossile che tira aria ma con una strettoia di almeno 10 metri molto selettiva, abbiam preferito fare dietrofront e proseguire a monte del ramo che abbiamo chiamato della talpa, dallo scheletro di questo mammifero che ha trovato Luca su un terrazzino, noi ci siamo fermati presso una saletta, ma il meandro continua un po più stretto ma percorribile, con mazza e scalpello si passa, visto che la roccia è molto friabile . Siam tornati sul meandro ventoso e abbiamo proseguito in tre (Luca, Cristian e il sottoscritto) mentre Andrea ci aspettava prima di una strettoia del meandro superabile sì con fatica ma che si può rendere molto più comoda con mazza e scalpello.

Seconda sorpresa: alla fine del meandro ventoso molto lungo e molto faticoso (me ne son reso conto al ritorno) gli ambienti si aprono e si intercettano gallerie e meandri, le gallerie sono alte e comode, vere e proprie condotte forzate con acqua sul fondo che forma laghetti ai cui bordi si notano cristalli concrezionati, avremmo potuto continuare per tutta la notte, ma si faceva tardi ed Andrea ci aspettava per il ritorno.
Siamo rientrati alla sala del crollo dove abbiamo festeggiato con una frittata fatta da Rosa e due bottiglie una di nero e un prosecco di Valdobbiadene. Nella bottiglia di prosecco abbiamo messo un foglio con un messaggio per i posteri e che abbiamo lasciato appesa al soffitto della sala. Siamo rientrati alle auto verso mezzanotte. Allego una nota relativa alle osservazioni geologiche che ha fatto Andrea.

Note idrogeologiche sulla grotta Tirfor

La grotta si apre al contatto tra strati decimetrici marnoso arenacei e un bancone di calcarenite, sul soffitto si segue in più tratti un canale di volta meandreggiante mentre la morfologia della cavità che si apre nel flysch eocenico è classicamente trapezoidale con il soffitto costituito dal bancone calcarenitico a debole pendenza immergente verso nord est. Nella prima ampia sala di crollo il soffitto si è staccato in più punti dando origine ad enormi blocchi di calcarenite.

La cavità, che si apre a circa 15 metri sul fondovalle, costituiva un inghiottitoio per il corso d’acqua che entrava nel sistema.

I rami fossili sono impostati su meandri alti alcuni metri all’interno del bancone, i rami attivi sono sempre al contatto con le marne del substrato che talvolta si presentano con stratificazione verticale in presenza di importanti faglie.

Il sistema fossile dei meandri a bassa pendenza interseca in più punti sistemi più recenti attivi e convergenti verso il canale principale ostruito sul fondo da depositi ghiaiosi. Il meandro interseca inoltre condotte subcircolari di dimensione metrica ancora in fase di esplorazione e dai cui proviene una forte corrente d’aria.

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Notizia ripresa dalla pagina facebook del CSIF (scritta da Barbe Ada)

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