| EDITORIALE | Numero 3 - Febbraio 1997 | INDICE |
| Dal catasto |
|---|
Schede catastali.
Con una lettera inviata ai vari gruppi
grotte della regione, il catasto invita a voler inserire nella
scheda di presentazione di cavità due nuovi dati, in
precedenza non richiesti: il nome dello scopritore della
nuova grotta e la posizione della stessa espressa non
solo tramite latitudine e longitudine, riferite alla Carta
Tecnica Regionale 1:5.000, ma anche mediante le
coordinate chilometriche riferite al sistema nazionale
nella proiezione Gauss-Boaga. Se indicare il nome dello
scopritore è certamente facile, qualche problemino può
darlo questa seconda richiesta, anche se ogni dubbio può
venir facilmente fugato consultando le pagine 18 e 19
del Manuale di Rilievo Ipogeo, edito dallo stesso
Catasto Regionale. Ci permettiamo comunque di
riassumere le modalità di calcolo. La carta al 5.000 è
coperta da un evidente reticolo che collega dei numeretti
posti sui bordi, che progrediscono di 500 in 500 e sono
articolati su 5 cifre. Una volta determinata la posizione
sulla carta, basta misurare le distanze in millimetri del
nostro punto dalla linea immediatamente sottostante
(nord) ed immediatamente a sinistra (est) e trasformare
questi dati in metri reali, moltiplicando i millimetri per 5.
I dati così ottenuti vanno sommati ai numeretti che
fanno capo alle due linee considerate; ai numeri risultanti
va poi fatto precedere una coppia di cifre che sono
riportate sui vertici della carta.
Informatica e catasto.
Dopo (e durante) un breve
periodo di rodaggio, è finalmente cominciata la
distribuzione da parte del Catasto Regionale dei quattro
dischetti contenenti i dati, frutto del lavoro di tutti i
gruppi grotte, regionali e non. Il primo dischetto
contiene il programma di data base, funzionante su
DOS. Non c'è da preoccuparsi se i files "tabelle",
"archivi", "gestione" ed "utility" non funzionano, dando
il sonoro messaggio "operazione non disponibile".
L'unico file operativo è infatti "catasto", e d'altra parte è
quello che più interessa, e ad esso sono abbinate due
funzioni. "Vedi" permette di consultare immediatamente
la scheda catastale desiderata (esclusa ovviamente la
parte grafica), che può essere richiamata in molteplici
maniere. Particolarmente interessante è invece la
funzione "ricerche", che permette per l'appunto di
analizzare tutti i dati catastali al momento disponibili
sulla base delle condizioni che ci interessano; per
esempio, tirare fuori tutte le grotte comprese tra la
latitudine "X" e la latitudine "Y". È bene sottolineare
che il programma che gestisce i dati catastali, come tutti
i Data Base, non è un software intelligente, ma un
preciso e pedissequo esecutore delle nostre richieste. Il
che significa che una domanda formulata in termini che a
noi sembrano logici ed al programma no, non darà luogo
ad un'osservazione del tipo "ma che c... dici?", ma
comporterà comunque una qualche risposta, magari
apparentemente logica, ma che non corrisponderà
necessariamente a quella che ci serviva. Bisogna inoltre
considerare che i dati forniti dal catasto scaturiscono da
una ricopiatura umana (e quindi errare umanum est) di
dati forniti da speleologi, qualche volta, anzi spesso, più
bravi a piantare spit che non ad elaborare una
poligonale. Un invito esplicito fatto dal Catasto è
pertanto quello di segnalare senza esitazioni tutti gli
errori presenti nell'archivio informatico.
| EDITORIALE | INIZIO PAGINA | INDICE |