{"id":6370,"date":"2017-08-11T13:16:49","date_gmt":"2017-08-11T11:16:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fsrfvg.it\/?p=6370"},"modified":"2017-08-11T13:16:49","modified_gmt":"2017-08-11T11:16:49","slug":"ci-ha-lasciato-giovanni-badino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fsrfvg.it\/?p=6370","title":{"rendered":"Ci ha lasciato Giovanni Badino"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"highslide img_1\" href=\"http:\/\/www.fsrfvg.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Giovanni-Badino.jpg\" onclick=\"return hs.expand(this)\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-6371\" src=\"http:\/\/www.fsrfvg.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Giovanni-Badino-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><strong>Giovanni Badino<\/strong><br \/>\n1953 &#8211; 2017<\/p>\n<p>Vorremmo condividere con tutti gli speleologi del FVG e non le parole di <em>Natalino Russo<\/em> dalla lista <a href=\"mailto:speleoit@yahoogroups.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">speleoIT<\/a> che ci sembrano veramente belle per salutare e descrivere il Grande Giovanni Badino.<\/p>\n<blockquote><p><strong>GBAD<\/strong><\/p>\n<p>La morte non \u00e8 mai giusta, ma a volte sa essere davvero ingiusta. Respiro profondamente, guardo l\u2019orizzonte. Penso alla sua ironia, alla consapevolezza, alla realistica meraviglia con cui ha sempre affrontato ogni cosa, e allora mi calmo un poco. Ma poi gli occhi non vogliono saperne, e l\u2019orizzonte \u2013 maledizione \u2013 si riempie nuovamente di lacrime.<\/p>\n<p>Se n\u2019\u00e8 andato un maestro vero. Sono state le sue storie e le sue tecniche a catapultarmi nel mondo delle grotte, venticinque anni fa. \u00c8 grazie a lui che ho sognato \u2013 abbiamo sognato \u2013 a occhi aperti e nel buio pi\u00f9 profondo, imparando un nuovo modo di essere curiosi e di porci domande.<!--more--><\/p>\n<p>Giovanni Badino era un amante della conoscenza, un esploratore a tutto tondo. Un amico accogliente, onesto, generoso. E uno scienziato come ce ne sono pochi: ricercatore poliedrico, innovatore, inventore. Con la testa in mille posti e i piedi saldamente ancorati a terra. Ha creato concetti e strumenti, ha disegnato territori che prima non esistevano. La speleologia non l\u2019ha solo fatta: l\u2019ha proprio esplorata, trasformandola per sempre.<\/p>\n<p>Giovanni combatteva l\u2019ignoranza con la grazia. Scrittore raffinato, poeta sensibile, amava la letteratura e recitava a memoria interi poemi, e Dante, e Omar Khayyam. La sua meticolosa conoscenza lo rendeva profondamente pragmatico e al tempo stesso spirituale. Perseguiva la cura del dettaglio, non sopportava il superfluo e l\u2019approssimazione. Era spartano ed elegantissimo come solo pu\u00f2 essere ci\u00f2 che si \u00e8 affinato nel tempo.<\/p>\n<p>Per lui ogni cosa era oggetto di ricerca. Che fosse la fisica dell\u2019universo o la stabilit\u00e0 di un fornellino su una roccia, il modo di sopravvivere in un ambiente difficile o le dinamiche psicologiche di un gruppo di persone, Giovanni si gettava a capofitto nello studio, analizzava, avanzava ipotesi, proponeva soluzioni. E ne scriveva sempre. Non si \u00e8 mai stancato di farlo.<\/p>\n<p>Negli ultimi tre anni abbiamo assistito impotenti alla sua riduzione fisica. Vederlo cos\u00ec ci faceva spavento. Ma lui no, non ha mai smesso di pensare e produrre febbrilmente, scrivere, accalorarsi, proporre, progettare. Anzi proprio nel buio ha trovato l\u2019ispirazione e lo stimolo per illuminare di pi\u00f9 e meglio.<br \/>\nLa malattia lo mordeva infame, e lui non si \u00e8 arreso. Era sempre presente, con la sua caratteristica andatura, dinoccolata e fiera. E il genio sagace, l\u2019egocentrismo ironico tipico di gbad, come amava firmarsi.<\/p>\n<p>Ora che sono troppo lontano per andare a salutarlo, rivedo la sua espressione, quella smorfia dal sapore di sberleffo; mi risuonano in testa le telefonate telegrafiche e le chiacchierate fluviali di un grande affabulatore; la risata, le barzellette che raccontava per rendere produttive anche le attese inutili; rivedo la sua casa zeppa di libri e oggetti raccolti nei viaggi in tutto il mondo; eccola, quella tavola sempre imbandita, tra formaggi puzzoni, cordini, quaderni di appunti, strumenti digitali e ottimo vino. Sembra ancora qui, quel suo approccio profondamente consapevole e perci\u00f2 privo di facili illusioni, eppure sempre meravigliato per ogni piccolo dettaglio. Ripenso a tutto ci\u00f2 che avrebbe potuto ancora dire e scrivere e costruire, alle sintesi che gli restavano da fare, e provo rabbia.<\/p>\n<p>Non siamo riusciti a fargli vedere stampato il libro ormai pronto. In quelle pagine c\u2019\u00e8 molto della sua vita, delle passioni a cui si \u00e8 dedicato anima e corpo.<br \/>\nQualche giorno fa in casa editrice lodavano i suoi testi. Gliel\u2019ho scritto e mi ha risposto cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u201c<em>mi fa molto piacere<\/em><\/p>\n<p>scrivo molto, e ne sono contento<br \/>\nperiodo dolorosissimo ma anche felice<\/p>\n<p>mi ricorda di quando mi ero stampato col deltaplano e mi sono scritto l\u2019intro de Abissi Italiani su foglietti sulla pancia. Continua ad essere uno dei miei pezzi migliori.\u201d<\/p>\n<p>E la sua ultima mail ai soci La Venta aveva per oggetto una sola parola scritta in maiuscolo: ORGANIZZIAMOCI.<\/p>\n<p>Questo era Giovanni. Una mente meravigliosa spinta da un motore potente e infaticabile. Che rabbia, s\u00ec, adesso. Che rabbia non poter pensare che stia chiss\u00e0 dove, esplorando altri grandi vuoti. Che indicibile rabbia e che ingiustizia che una persona cos\u00ec si sia spenta davvero. Troppo presto, con tutti quei progetti aperti nel suo immenso cantiere.<\/p>\n<p>Ci lascia un mondo. E la responsabilit\u00e0 di coltivarlo.<\/p>\n<p>Nat<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon-text sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-6370\" class=\"share-facebook sd-button share-icon\" href=\"https:\/\/www.fsrfvg.it\/?p=6370&amp;share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span>Facebook<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-6370\" class=\"share-twitter sd-button share-icon\" href=\"https:\/\/www.fsrfvg.it\/?p=6370&amp;share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span>Twitter<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-email\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-email sd-button share-icon\" href=\"https:\/\/www.fsrfvg.it\/?p=6370&amp;share=email\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per inviare l'articolo via mail ad un amico\"><span>E-mail<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-6370\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon\" href=\"https:\/\/www.fsrfvg.it\/?p=6370&amp;share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span>Pinterest<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon\" href=\"https:\/\/www.fsrfvg.it\/?p=6370&amp;share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span>WhatsApp<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon\" href=\"https:\/\/www.fsrfvg.it\/?p=6370&amp;share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span>Telegram<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Badino<br \/>\n1953 &#8211; 2017<br \/>\nVorremmo condividere con tutti gli speleologi del FVG e non le parole di Natalino Russo dalla lista speleoIT che ci sembrano veramente belle per salutare e descrivere il Grande Giovanni Badino.<br \/>\nGBAD<br \/>\nLa morte non \u00e8 mai giusta, ma a volte sa essere davvero ingiusta. Respiro profondamente, guardo l\u2019orizzonte. 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