Pubblicazioni edite
Progressione

Sul numero 51 (dicembre 2004) della rivista semestrale di attività e riflessioni della Commissione Grotte “E. Boegan” spicca, per importanza del contenuto e spazio ad esso riservato (pagg. 35-50), un corposo articolo di Péter Börcsök sulle recenti esplorazioni condotte da speleologi ungheresi sul Col delle Erbe, classica zona dell’ancor più classico Monte Canin. Risale infatti al 1993 l’incontro di questi esploratori dell’Est con l’Abisso Michele Gortani che, grazie alla loro attività, spesso condotta d’inverno ed in condizioni meteo abbastanza estreme, ha visto passare il proprio sviluppo planimetrico da soli 13 a ben 37 chilometri. Infatti, una risalita di 200 metri su per un camino, a 720 metri di profondità, ha introdotto gli ungheresi in un complesso sistema di gallerie e condotte, pozzi e camini, che sono stati esplorati con certosina pazienza e rilevati con meticolosa precisione, consegnando quindi finalmente il rilievo affidabile di una tra le maggiori grotte italiane. Ad aiutare infine gli speleologi dell’Est in questa massacrante esperienza è intervenuta poi la scoperta di due nuovi ingressi al sistema, che hanno permesso di ridurre drasticamente le ore di avvicinamento alle zone esplorative e la quantità di materiali necessari. Altro punto centrale della pubblicazione (pagg. 26-34) è l’articolo sulla Grotta Impossibile di Cattinara, messa alla luce dai lavori di scavo delle gallerie intrapresi per il completamento del raccordo autostradale che dovrà collegare Trieste al Carso. Il lavoro, di Louis Torelli, ripercorre le prime fasi esplorative di quella che si sta avviando a diventare una tra le maggiori cavità del Carso triestino, per dimensioni degli ambienti e sviluppo planimetrico, ed è corredato da alcune foto che ben testimoniano la grandiosità e la bellezza della grotta. Numerosissimi sono poi, come di consueto, gli articoli minori e i trafiletti che parlano un po’ di tutto, secondo una scaletta ben definita. Dalle esplorazioni di cavità minori sul Carso triestino (pagg. 10-25), rese possibili dalle ormai consuete opere di scavo, a quelle condotte negli abissi d’alta montagna del Friuli (pagg. 51-64), dalla speleologia urbana all’attività all’estero (pagg. 65-71), dalle ricerche di biospeleologia alle proposte di tutela per fenomeni carsici quali le vaschette di dissoluzione (pagg. 72-84). Le pagine seguenti della rivista (85-92) sono infine dedicate a convegni, mostre, riunioni, conferenze e speleoraduni, ovvero alle manifestazioni “di contorno” all’attività classica, mentre uno spazio ben maggiore (pagg. 93-102) è riservato alla Grotta Gigante, la celebre cavità turistica gestita dalla Boegan, ed a tutte le numerose manifestazioni di carattere scientifico, sportivo e culturale che in essa vengono svolte. L’ultima parte della pubblicazione (pagg. 105-112) è infine occupata dalle recensioni di quanto pubblicato nel Friuli-Venezia Giulia dai vari gruppi della nostra regione. (MK)

Atti e memorie

È stato presentato il 16 febbraio scorso (vedi La Gazzetta n. 111 del febbraio 2006) il volume XL – 2004 di Atti e memorie della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, pubblicato a cura della Grotta Gigante. Come sempre, la rivista presenta all’inizio una parte istituzionale formata dalla relazione di attività della CGEB per l’anno 2004, nonché dall’ampio organigramma con cui i 124 soci si sono suddivisi i numerosi incarichi. Le “Memorie” vere e proprie comprendono invece ben 11 lavori nei vari campi di cui si interessa la speleologia. La parte del leone come sempre la fa la geologia con 5 articoli. In particolare Casagrande G. - Zini L. (“Variazioni del livello delle acque al fondo della Grotta A.F. Lindner 829/3988 VG in relazione alle piene del Timavo”; pagg. 37-44) e Gemiti F. - Merlak E. (“Interpretazione dell’esperimento di marcatura con tetracloruro di carbonio delle acque di fondo della Grotta A.F. Lindner 3988 VG”; pagg. 45-61) si occupano degli aspetti idrogeologici di una storica ed importante cavità del Carso triestino, il cui fondo è soggetto a periodici innalzamenti dell’acqua di fondo a cui corrispondono fenomeni di piena del celebre Fiume Timavo. Non troppo distante dalle risorgive di quest’ultimo, si trovano dei laghi carsici soggetti a loro volta ad un lavoro di Samez D. – Casagrande G. – Cucchi F. – Zini L. (“Idrodinamica dei laghi di Doberdò e di Pietrarossa, Carso classico, Italia: relazioni con le piene dei fiumi Isonzo, Vipacco e Timavo”; pagg. 133-152). Di mineralogia si occupano invece Lenaz D.- Infanti S. (“La morfologia degli zirconi e le possibili implicazioni sulla loro provenienza in materiali clastici terrigeni: uno studio preliminare sugli zirconi del flysch cretacico-terziario delle Alpi sudorientali e le Dinaidi esterne”; pagg. 85-94) con uno studio su alcuni minerali pesanti rilevati in rocce arenacee del Friuli-Venezia Giulia e dell’Istria. Più lontano si spingono invece Delle Rose M. - Parise M. (“Speleogenesi e geomorfologia del sistema carsico delle Grotte della Poesia nell’ambito dell’evoluzione quaternaria della costa adriatica salentina”; pagg. 153-173) che nel loro lavoro si occupano di una grotta costiera della provincia di Lecce. Di meteorologia si occupa invece Bussani A. (“Influenza delle maree atmosferiche sulle misure di temperatura registrate nella Grotta C. Doria, 3875 VG”; pagg. 125-131) che ha condotto una campagna di misurazioni di temperatura dell’aria in una grotta del Carso triestino adibita proprio a stazione sperimentale ipogea. La Grotta del Fumo sul Carso sloveno è stata invece terreno di ricerche speleobotaniche ad opera di Polli E. (“Aspetti speleovegetazionali della Jama Dimnice, 736 S - Grotta del Fumo 626 VG nel Matarsko Podolje – Valsecca di Castelnuovo di Markovščina – Carso sloveno. Contributo alla conoscenza della speleoflora vascolare carsica”; pagg. 63-83) e Sguazzin F. (“Contributo alla conoscenza della speleoflora della Jama Dimnice - Grotta del Fumo, Slovenia. Briofite raccolte nel pozzo di accesso - Velike Dimnice alla Grotta”; pagg. 107-116). Di fauna si occupa invece Gasparo F. (“Note sulle Histopona Thorell, 1869, del gruppo myops di Grecia, con descrizione di una nuova specie cavernicola – Araneae, Agelenidae”; pagg. 17-35) che descrive minuziosamente degli esemplari trovati in Grecia. Di reperti preistorici rinvenuti sul Carso triestino si occupano infine gli ultimi due lavori, di Bernardini F. (“Una nuova macina protostorica in trachite dei Colli Euganei rinvenuta nei pressi della stazione ferroviaria di Duino nel Carso triestino”; pagg. 95-105) e di Bernardini F. - Boschin F. (“Nuove considerazioni sugli aghi da rete rinvenuti in alcuni siti archeologici del Carso triestino”; pagg. 117-124). (MK)

Esplorare

Dopo 6 anni di silenzio stampa è uscito il numero 8 di questa rivista edita dall’Unione Speleologica Pordenonese. Come recita la premessa, la pubblicazione è dedicata alla divulgazione e alla didattica svolta in questi anni dall’USP. Infatti nulla si legge in merito ad esplorazioni o a campagne di ricerca di nuove cavità; le 48 pagine di Esplorare riportano tutto quello che è stato fatto dal gruppo per raccontare e portare fuori dalle grotte la speleologia. Ecco quindi che possiamo leggere del “Progetto Proteus”; del poster sulla biospeleologia e di quello sui pipistrelli; delle mostre, conferenze e proiezioni; delle gite; del corso sulla didattica speleologica; del “giocagrotta”. (MB)

Speleologia Isontina

La Federazione Speleologica Isontina ha fatto uscire, in occasione del Triangolo dell’Amicizia, l’ultimo numero (14 – dicembre 2005) del proprio notiziario ufficiale. Nel solito formato, possiamo trovare in totale otto articoli, da quelli brevi (quali la segnalazione del nuovo sito Internet della FSI o il programma del Triangolo dell’Amicizia 2006) a quelli lunghi (“Nuova scoperta sul Carso isontino”, “Cavità eoliche nel deserto di Wadi Rum, nel sud della Giordania”, “San Mauro: sorprese sotterranee. Scoperta la prima grotta naturale nel territorio del comune di Gorizia”), passando per altri di media lunghezza, come “La Grotta dei tre camini”, “La Grotta di Taipana” e “Appunti di paleontologia”. (GB)

Speleologia

È da poco stato recapitato ai soci della Società Speleologica Italiana il numero 53 di questa rivista. Non molte le notizie dalla nostra regione: a pagina 13 possiamo leggere il brevissimo resoconto della partecipazione del CRC Seppenhofer a una manifestazione tenutasi a Gorizia nel mese di marzo (La Gazzetta non ne sapeva nulla!). Nella rubrica “Notizie italiane” trovano poi posto due trafiletti riguardanti esplorazioni svolte nella nostra regione: la scoperta della prima grotta naturale nel territorio del comune di Gorizia, a firma Marco Meneghini; da Pino Guidi invece abbiamo un resoconto delle ultime esplorazioni portate avanti nella Grotta Gigante (TS). Da segnalare infine che, per la rubrica “Spulciando in biblioteca”, l’intera redazione de La Gazzetta è entrata tra i collaboratori presentando le recensioni di alcune pubblicazioni edite in regione. (MB)

Acta carsologica

La prestigiosa rivista scientifica slovena di carsologia sul vol. 34 n. 2 – 2005 ospita, tra i vari contributi internazionali, anche il lavoro di Andrea Mocchiutti e Paolo Maddaleni “Chemical, geomechanical and geomorphological aspects of karst in sandstone and marl of flysch formations in north east Italy”. Vengono descritte diverse caratteristiche (litologia, stratigrafia, geochimica e geomeccanica) di alcune cavità del Friuli-Venezia Giulia (in particolare la Grotta Nuova di Villanova, la Grotta Star Cedat e la Grotta “La Mitica”) che si sviluppano entro depositi flyschoidi dell’altopiano della Bernadia e delle Valli del Natisone. (GB)

Speleo per tutti

È stato presentato al Triangolo dell’Amicizia questo libro, scritto da Sandro Sedran e dall’esauriente sottotitolo “escursioni in facili grotte del nord-est italiano e Slovenia”. La pubblicazione, che gode del patrocinio e del sostegno anche della FSRFVG, riporta la scheda dettagliata di 19 itinerari speleologici in facili cavità di particolare bellezza e peculiarità. L’autore è riuscito a dare una veste grafica molto accattivante descrivendo tutte le grotte citate con grande professionalità e serietà. La pubblicazione si apre con una parte dedicata al carsismo con cenni di geologia e di formazione delle grotte, per poi includere cenni su vari argomenti tra cui clima, fauna, abbigliamento, tecnica, alimentazione, fotografia, tutti ottimi pretesti per far capire che speleologi non ci si improvvisa. Seguono anche gli indirizzi dei gruppi appartenenti alla Federazione Speleologica Regionale del Friuli-Venezia Giulia e a quella del Veneto nonché i recapiti dei gruppi del Trentino-Alto Adige. E qui dobbiamo segnalare una pecca di questa bella pubblicazione: purtroppo i nomi dei gruppi sloveni facenti parte della FSR appaiono distorti a causa dell’utilizzo di un vocabolario diverso da quello sloveno; lo stesso problema si è verificato per i nomi delle cavità di oltre confine. Un peccato che però possiamo ritenere veniale (e non me ne vogliano gli amici sloveni) di fronte al grosso e bel lavoro svolto dall’autore. Altro neo sono alcune foto che risultano avere una resa tipografica non all’altezza dell’autore che, invece, sappiamo essere un bravo fotografo. Tra le grotte descritte nel libro citiamo quelle che si trovano nel territorio della nostra regione: la Grotta Regina del Carso, la Grotta Valentina, la Grotta di Trebiciano e la Grotta Gualtiero Savi. (MB)

SEDRAN Sandro: Speleo per tutti. Escursioni in facili grotte del nord-est italiano e Slovenia, Duck Edizioni, Castelfranco Veneto (TV) 2006, 248 pagine, € 19,00, ISBN 88-89562.09.9

Esplorando … Nelle grotte turistiche del Friuli Venezia Giulia

Il mondo delle grotte comincia ad interessare anche fuori dal ristretto ambito speleologico. Ne è prova la continua uscita di pubblicazioni riguardanti le grotte ma destinate ad un pubblico non specializzato ed edite da strutture non legate al nostro ambiente. Ultimo, in ordine di tempo, è un libretto dedicato alle grotte turistiche (e non…) della regione, uscito a cura della Edizioni della Laguna che si è avvalsa della collaborazione dell’Associazione Italia-Austria, dell’Università e del Centro Ricerche Turismo e Cultura di Gorizia. Si tratta di un libretto formato tascabile (cm 12 x 17), di 80 pagine, in cui le tre autrici descrivono in sei itinerari non solo le quattro grotte turistiche della regione – Grotta Gigante (che fa la parte del leone con ben 16 pagine), Grotta di San Giovanni d’Antro, Grotta Nuova di Villanova, Grotte Verdi di Pradis – ma anche diverse cavità di agevole accesso fra cui la Grotta del Mitreo e cinque cavità di guerra del Carso Goriziano. Di ogni cavità illustrata sono riportati oltre alla descrizione cenni storici, note sul folklore, informazioni su ubicazione, orari di visita (per quelle turistiche), numeri telefonici utili. Una bella miniguida, maneggevole, dal prezzo contenuto (5 euro), che propone all’escursionista brevi deviazioni per visitare siti di interesse archeologico, naturalistico, storico. Una guida redatta, evidentemente, consultando quanto la speleologia locale mette a disposizione di chi vuol conoscere meglio il mondo delle grotte. Nell’eventualità di una seconda edizione suggerirei all’editore di curare meglio la stampa delle foto, soprattutto di quelle in bianco e nero (decisamente non ottimali), di dedicare qualche pagina alle grotte della Valcellina, notevole centro di attrazione speleologica del pordenonese, e di inserire, fra gli indirizzi utili, quello del Collegio delle Guide Speleologiche, struttura riconosciuta dalla Regione a cui potrebbero rivolgersi i lettori della guida per ulteriori informazioni ed eventuale supporto tecnico-logistico. (PG)

BRESSAN Marina, CERNA Donatella, MOLARO Giada: Esplorando… nelle grotte turistiche del Friuli Venezia Giulia, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli (GO) 2005, 80 pagine, ISBN 88-8345.221.6