Punto della situazione sul Catasto grotte

altobellialfredoÈ passato un anno dall’affidamento dell’incarico di conservatore del Catasto grotte regionale, ritengo quindi sia trascorso il tempo sufficiente per rendere pubbliche alcune mie riflessioni.

Prima precisazione: non sono coinvolto dall’amministrazione regionale in nessuna politica e in nessuna manovra in atto. L’idea dell’approccio ecosistemico è stata mia ed è stata condivisa dall’arch. Bertolini quando mi ha affidato l’incarico. La proposta del mio nominativo è partita dall’ufficio catasto sentito il parere del Presidente della Federazione Speleologica Regionale.
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E’ più importante il contenitore o il contenuto (G.M.)?

Furio FinocchiaroAlcune considerazione al margine della “Tavola rotonda” (il virgolettato non è casuale) organizzata dalla Federazione Speleologica Regionale a Gorizia
di Furio Finocchiaro

Scrivo queste righe come socio del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano. Come ricercatore del Dipartimento Di Matematica e Geoscienze dell’Università sarei stato ancora più diplomatico.

Gli ecologi sono abituati a classificare aree, a gerarchizzarle, a usare l’analisi statistica multivariata su elenchi di specie, appoggiandosi a direttive europee che dicono se la specie è rara. E se la specie è rara, l’habitat in cui si trova va tutelato. La biodiversità, come dice il nome, è variabilità di specie, vegetali o animali, quindi più ve ne sono in una determinata area più l’area vale. Quindi gli ecologi sanno come gestire dati (fondamentalmente elenchi di specie distribuiti arealmente), in termini di presenza e assenza per decidere in modo più o meno oggettivo se un’area va tutelata o meno. Leggi tutto…

Perché esistono gli speleologi a Trieste da oltre 150 anni

Grotte della provincia di Trieste (luglio 2014)

Grotte della provincia di Trieste (luglio 2014)

di Furio Premiani

Prima di parlare di speleologi, e di capire esattamente quello che fanno, è bene comprendere, a grandi linee, cosa ogni giorno, ogni istante, avviene sulle rocce del nostro Carso. Non è possibile parlare delle nostre “pietre” e dei nostri “buchi” senza che non si sia compreso il vero significato del lento cambiamento di questo particolare territorio e del fascino che noi triestini abbiamo subito da lui in questi ultimi 150 anni. Data la sua particolarità scientifica e l’alta concentrazione dei fenomeni naturali, il nostro Carso ha legato il suo nome a quel processo chimico conosciuto in tutto il mondo con il nome di carsismo. Leggi tutto…

IL POMERIGGIO DEI LUNGHI COLTELLI di Maurizio Tavagnutti

Sabato 15 febbraio, nel corso dell’Assemblea generale dei soci della Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia, si è consumata una brutta pagina della speleologia (speleologia, questa volta, davvero con la “s” minuscola) regionale. Quella che doveva essere una tranquilla assemblea indetta anche per il rinnovo delle cariche sociali si è ben presto ridotta, parafrasando ben più tristi avvenimenti, ad una riedizione da “pomeriggio dei lunghi coltelli”.
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50 anni fa. Un anniversario.

canin1963Cinquant’anni fa – esattamente il 14 luglio 1963 – tre esperti speleologi triestini della CGEB scoprivano il potenziale speleologico del massiccio del monte Canin (Friuli Venezia Giulia). Sul numero 20 di “Progressione”, pagg. 4-7, a firma di Dario Marini è possibile leggere la cronaca di quella memorabile giornata, che ha rivoluzionato le conoscenze del carsismo in alta quota. Leggi tutto…

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